Il River Plate suda le proverbiali sette camicie, ma alla fine riesce ad avere la meglio su un Genoa generoso e per tre quarti di gara in inferiorità numerica. La squadra di Chiapperini, tra le favorite del torneo, fatica ad entrare a regime ma ha l’attenuante della lunga sosta che ha inceppato gli ingranaggi soprattutto nel reparto offensivo. La vittoria sarebbe potuta essere schiacciante, ma le tante palle gol costruite sono state vanificate nella maggior parte dei casi. Il match inizia con un’occasione per il River: Pisano si presenta a tu per tu con Scafati che indovina il tempo dell’uscita e chiude magistralmente l’avversario. Al 5’ il colpo di scena: D’Andrea non è rapido a liberarsi del pallone e favorisce l’intervento di Palombaro che lo beffa siglando il vantaggio genoano. La leggerezza del portierone biancorosso viene subito annullata da Allerino: il bomber supera Scafati con un tiro rasoterra dal versante sinistro dell’area di rigore. Dopo un altro tentativo di Allerino, stavolta fuori di poco, il River raddoppia al 12’ grazie al preciso diagonale di Ariemma. Nel finale di frazione due occasioni, una per parte. Al 23’ la punizione di Sardo si infrange sul palo alla destra di un immobile D’Andrea, che nulla avrebbe potuto; al 25’ Valentini serve Merella che tenta l’eurogol in semirovesciata con la palla che si alza di poco sopra la traversa. In avvio di ripresa Ruffo in contropiede sfiora il 3-1, ma sul ribaltamento di fronte è il Genoa a recriminare per la traversa centrata da Cucchini. Al 30’ il Genoa colleziona il terzo legno della serata, con Pietra che colpisce il palo esterno dopo la deviazione di D’Andrea, bravo a coprire sul primo palo. A questo punto si apre il festival dei gol sbagliati, a cui Allerino partecipa da protagonista con ben tre errori sottoporta che non sono da lui. Il bomber al 42’ si trasforma in rifinitore, ma capitan Garrasi non ha mira migliore del compagno e sbaglia clamorosamente a due passi dalla porta, ricordando il recente Hamsik di Napoli-Roma. Sul finire di tempo anche Ruffo non avrà miglior sorte, mandando su tutte le furie un Chiapperini non soddisfatto della prima gara del 2012 del suo River Plate. Il Genoa esce a testa alta, dopo aver gestito con grande equilibrio l’inferiorità numerica riuscendo inoltre a mettere in difficoltà i “Millionarios”. A ranghi completi, probabilmente, avremmo visto una gara differente. Un successo così sudato non può che far bene al River Plate, prossimo alla delicata sfida con il PSG. Occhio però al Genoa, squadra che può ben figurare in questi Champions Open.








